Coppia di dipinti verticali en pendant con paesaggi e figure, scuola veneta fine XVII – inizi XVIII secolo

Due tele sviluppate in altezza, concepite per uno spazio preciso.

Il formato – cm 75 × 200 ciascuna – chiarisce la loro funzione.
Non sono quadri da cavalletto, ma pannelli decorativi pensati per l’architettura interna: porzioni di parete tra porte o finestre, intercolumni, superfici scandite da elementi verticali. In questo contesto la pittura accompagna lo spazio e ne costruisce il ritmo.

Le due scene sono impostate per funzionare insieme.

Nel primo pannello, un cavaliere in giustacuore rosso avanza su un cavallo baio, affiancato da un servitore. La figura ha un ruolo più evidente, quasi rappresentativo.
Nel secondo, la scena si abbassa di tono: una donna in abito chiaro procede a dorso d’asino, guidata da un uomo con bastone e seguita da una figura più anziana.

Non c’è una narrazione continua, ma un equilibrio costruito per contrasto.
Da una parte una presenza più formale, dall’altra una dimensione quotidiana. Il rosso del cavaliere e il bianco della figura femminile diventano i due riferimenti cromatici che tengono unita la coppia anche a distanza.

Il paesaggio è costruito con chiarezza.

Le masse arboree laterali funzionano come quinte e accompagnano lo sguardo lungo i percorsi. Sul fondo compaiono architetture minute — una chiesa, edifici rurali — che stabiliscono la profondità senza appesantire la scena.

Non si tratta di un luogo reale, ma di uno spazio composto, pensato per dare continuità visiva alla parete.

La pennellata, soprattutto nelle fronde, è sintetica: tocchi ravvicinati che costruiscono masse compatte più che dettagli minuti. È un carattere tipico del paesaggismo veneto tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento.

Gli abiti delle figure — il giustacuore, le acconciature, le proporzioni — confermano una datazione tra la fine del XVII e i primi anni del XVIII secolo.

La seconda scena, con la figura femminile sull’asino accompagnata lungo il percorso, richiama modelli iconografici diffusi anche in ambito religioso, dove questo schema veniva utilizzato per rappresentare episodi di viaggio. Qui la lettura resta aperta, ma contribuisce a definire il carattere della composizione.

Dal punto di vista stilistico, l’insieme si inserisce nella tradizione del paesaggismo veneto, nell’orbita di Marco Ricci e, in continuità, di Giuseppe Zais.

Superficie pittorica stabile e leggibile, con cromia ben conservata.

Una coppia pensata per accompagnare lo spazio e costruire verticalità, mantenendo ancora oggi la funzione per cui è stata realizzata.

  • Materiale: Olio su tela
  • Dimensioni: cm 75 x 200 h
  • Condizione: Restaurato
  • Epoca: Inizi '700
  • Stile: Luigi XIV
  • Stato: Ottime condizioni

CUP G79J20003880007