Un piccolo credenzino così ha sempre qualcosa di disarmante: non pretende nulla, ma porta con sé un’idea di casa antica che ancora parla chiaro. È un mobiletto umbro dei primi dell’Ottocento, costruito in pino massello con quella onestà tipica dell’arte povera: legno vivo, spessori giusti, incastri a vista, una mano artigiana che non cercava l’effetto ma la solidità.
L’anta unica, semplice e diritta, conserva la sua ferramenta d’epoca e quella chiusura elementare che oggi sembra quasi un gesto affettuoso più che un sistema di sicurezza. La tinta bionda, virata al miele, è frutto di un restauro misurato: ha ravvivato il legno senza cancellarne i nodi, le piccole irregolarità, i segni di una vita lunga quasi due secoli.
Ha proporzioni comode e una presenza leggera, che lo rende uno di quei pezzi capaci di adattarsi con naturalezza: può diventare un comodino accanto a un letto in ferro, un mobiletto da ingresso per chiavi e posta, un punto d’appoggio discreto in cucina o un piccolo contenitore in uno studio. Sta bene ovunque serva un oggetto sincero, pratico, con una linea pulita ma non povera, semplice ma non grezza.
È, in definitiva, un mobile che non fa scena ma dà calore: un compagno silenzioso di casa, costruito bene e arrivato fino a noi con l’umiltà – e la dignità – delle cose fatte per durare.
- Materiale: Legno di pino
- Dimensioni: cm 53 x 50 x 78 (H)
- Condizione: Restaurato
- Epoca: Primi '800
- Stile: Arte contadina
- Stato: Ottime condizioni






