Un tavolino da gioco senese costruito per il gioco serale, con quattro cassetti e portacandele originali.
Un tavolino nato per stare tra le persone.
I quattro piccoli inserti in ottone agli angoli spiegano subito la sua funzione: servivano per sostenere le candele durante le partite serali, illuminando il piano senza rovinare il legno con la cera calda. È un dettaglio semplice, ma basta a riportare il tavolo nel suo ambiente originale: salotti, conversazioni, carte, tempo passato insieme.
È un tavolino da gioco senese della seconda metà del Settecento, costruito in ciliegio lastronato, con filettature in bois de rose e un intarsio centrale a stella.
Nel Settecento il gioco non era soltanto passatempo.
Attorno a tavoli come questo si parlava, si ricevevano ospiti, si stringevano rapporti. In Toscana erano molto diffusi giochi di carte come Minchiate, Faraone o Bassetta, praticati nelle case aristocratiche e nella buona borghesia.
La struttura è pensata proprio per quell’uso.
I quattro cassetti, uno per lato, permettevano a ogni giocatore di avere il proprio spazio per carte, fiches, monete o piccoli oggetti. Non è un dettaglio decorativo: era pensato per essere usato da tutti i lati contemporaneamente.
Anche le gambe en cabriole hanno una funzione precisa oltre all’estetica.
La linea arcuata alleggerisce il tavolo e lascia più libertà sotto al piano, così da potersi avvicinare comodamente durante le partite.
La forma appartiene a quel momento di passaggio tra il gusto Luigi XV e il primo gusto Luigi XVI: il piano è ancora mosso, ma il disegno è già più ordinato e controllato. Non cerca effetti pesanti o eccessivamente ornamentali.
In Toscana il ciliegio veniva scelto spesso per mobili di questo tipo.
Un legno più caldo e luminoso del noce, capace di assumere con gli anni una tonalità più profonda.
La superficie conserva ancora bene il carattere del legno e la patina maturata nel tempo.
L’intarsio centrale e le filettature accompagnano il disegno del piano senza appesantirlo.
Il restauro è stato conservativo: consolidamento, leggera pulitura e lucidatura tradizionale a gommalacca, eseguita per ravvivare il legno senza coprirlo.
È un mobile costruito per una funzione precisa, e proprio per questo oggi continua ad avere presenza.
Come tavolino da centro o tra due sedute, porta dentro casa un oggetto che non nasce neutro: ha una funzione, una storia e una presenza precisa.
Non è un tavolino generico.
Ogni dettaglio racconta come veniva usato.
Sono sopravvissuti al tempo meritandosi il diritto di restare.
Portano con sé memoria e verità.
Il nostro lavoro è riconoscerli e aiutarli a proseguire.
- Materiale: Listratura di ciliegio e bois de rose
- Dimensioni: cm 74 x 74 x 78 h
- Condizione: Restaurato
- Epoca: Seconda metà del '700
- Stile: Transizione
- Stato: Ottime condizioni




