Un tavolo ottocentesco in noce massello, ben costruito, stabile anche completamente aperto, pensato per una casa che riceveva e viveva la tavola come parte importante della propria identità.
Questo tavolo ovale allungabile nasce nell’Italia settentrionale nella prima metà dell’Ottocento, in un momento in cui la sala da pranzo iniziava a diventare il centro della casa borghese.
Avere un tavolo così non era scontato. Significava potersi permettere spazio, ospiti, servizio, una certa idea di vita domestica fatta di pranzi lunghi, conversazione e ricevimento.
È un tavolo in noce massello con sostegno centrale tornito “a boccia” e quattro piedi sagomati a voluta.
La linea è elegante ma concreta, con proporzioni molto riuscite e senza eccessi decorativi. Si vede che nasce da una buona bottega e da una committenza abituata a scegliere mobili fatti bene, destinati a durare e a essere usati davvero.
Da chiuso resta compatto e ordinato.
Quando si apre cambia presenza e diventa un vero tavolo da ricevimento, capace di ospitare comodamente fino a 12 o 14 persone.
Il punto forte è il sistema di apertura.
Non si divide soltanto il piano: si aprono in due metà anche il piede e la struttura centrale. Le guide interne fanno scorrere tutto il sistema verso l’esterno, portando i punti di appoggio sotto le prolunghe. È questo che gli permette di restare stabile anche completamente aperto.
È una costruzione ottocentesca fatta ancora interamente a mano, dove buon legno, incastri precisi e proporzioni corrette erano indispensabili per far funzionare tutto bene nel tempo.
La colonna centrale libera spazio per le gambe e rende molto comoda la disposizione delle sedute, soprattutto quando il tavolo è aperto e si è in molti.
Anche la forma ovale ha una logica molto pratica.
Accompagna bene il movimento attorno al tavolo, rende più naturale la conversazione e aiuta il tavolo a mantenere una presenza importante senza diventare pesante nella stanza.
Il noce è di ottima qualità: compatto, caldo, con una bella venatura naturale ancora ben leggibile.
La superficie ha maturato una patina luminosa e credibile, con quel tono profondo che solo il tempo riesce a dare al buon legno.
La base è una delle parti migliori del tavolo.
Importante, ben tornita, costruita per sostenere davvero. Anche i quattro piedi sagomati non servono solo a decorare: distribuiscono il peso del tavolo aperto e aiutano tutta la struttura a restare ferma e stabile.
Qui la qualità si vede bene.
Buon materiale, buona struttura, buon sistema di apertura. È uno di quei tavoli che convincono soprattutto usandoli.
Le tavole di allungo sono state rifatte durante il restauro, mentre il resto del tavolo è originale.
Il restauro è stato conservativo e rispettoso della materia.
Oggi il tavolo è saldo, affidabile e pronto a essere usato ancora tutti i giorni.
Funziona molto bene anche in ambienti contemporanei perché ha presenza ma resta pratico.
Da chiuso occupa il giusto; aperto diventa davvero il centro della casa.
Non è un tavolo costruito per stupire con la decorazione.
Il suo valore sta nella qualità della materia, nell’intelligenza della struttura e in quel modo molto ottocentesco di intendere la casa: solida, accogliente, fatta per essere vissuta insieme.
Sono sopravvissuti al tempo meritandosi il diritto di restare.
Portano con sé memoria e verità.
Il nostro lavoro è riconoscerli e aiutarli a proseguire.
- Materiale: Noce massello
- Dimensioni: Cm 130 x 116/280 x 78 h
- Condizione: Restaurato
- Epoca: Prima metà dell'800
- Stile: Carlo X
- Stato: Ottime condizioni









